Patrick Deval
Francia, 1968
56 minuti
Parigi: col divampare dei fuochi del maggio '68, anche nell'arte in celluloide proliferavano nuovi gruppi di cineasti, fermamente intenti a sovvertire le comuni regole della cinematografia classica. Si rifiutava la narrazione convenzionale a favore della sperimentazione e, possibilmente, si evitava di girare in 35mm, formato considerato "di lusso" preferendo di gran lunga il vecchio 8mm o al massimo, il sedici. Tra i registi oggi, maggiormente noti anche al pubblico più popolare c'era Philippe Garrel, coinvolto direttamente nel movimento contestatario, ma in modo più apolitico, e autore in quel periodo di opere avanguardiste quali Le Revelateur e La Cicatrice Interieure.
Francia, 1968
56 minuti
Parigi: col divampare dei fuochi del maggio '68, anche nell'arte in celluloide proliferavano nuovi gruppi di cineasti, fermamente intenti a sovvertire le comuni regole della cinematografia classica. Si rifiutava la narrazione convenzionale a favore della sperimentazione e, possibilmente, si evitava di girare in 35mm, formato considerato "di lusso" preferendo di gran lunga il vecchio 8mm o al massimo, il sedici. Tra i registi oggi, maggiormente noti anche al pubblico più popolare c'era Philippe Garrel, coinvolto direttamente nel movimento contestatario, ma in modo più apolitico, e autore in quel periodo di opere avanguardiste quali Le Revelateur e La Cicatrice Interieure.
