Angelos Frantzis
Grecia, 2010
96 minuti
Allacciandomi direttamente a Lost Song, per via dello stretto rapporto tra corpo umano e ambiente naturale, merita una segnalazione questa produzione (molto) indipendente che ci arriva direttamente da quella Grecia che negli ultimi tempi si sta affermando come una fucina di interessantissime cosette decisamente borderline, grazie ad autori come Lanthimos (Kynodontas, Alps), Marinakis (Black Field), Tsangari (Attenberg).
Tra questi nomi si aggiunge Angelos Frantzis, che dirige e scrive (sceneggiatura improvvisata assieme ai tre protagonisti durante le riprese) questo Mesa Sto Dasos, pellicola fortemente simbolica che s'inserisce a pieno titolo in quella categoria di film da odiare o amare, senza vie di mezzo, girata in digitale con una videocamera amatoriale e presentata nella competizione ufficiale del festival polacco Era New Horizons.
Grecia, 2010
96 minuti
Allacciandomi direttamente a Lost Song, per via dello stretto rapporto tra corpo umano e ambiente naturale, merita una segnalazione questa produzione (molto) indipendente che ci arriva direttamente da quella Grecia che negli ultimi tempi si sta affermando come una fucina di interessantissime cosette decisamente borderline, grazie ad autori come Lanthimos (Kynodontas, Alps), Marinakis (Black Field), Tsangari (Attenberg).
Tra questi nomi si aggiunge Angelos Frantzis, che dirige e scrive (sceneggiatura improvvisata assieme ai tre protagonisti durante le riprese) questo Mesa Sto Dasos, pellicola fortemente simbolica che s'inserisce a pieno titolo in quella categoria di film da odiare o amare, senza vie di mezzo, girata in digitale con una videocamera amatoriale e presentata nella competizione ufficiale del festival polacco Era New Horizons.
