31.7.13

Il Dono

Michelangelo Frammartino
Italia, 2003
80 minuti


"Il dono è stato girato in un antichissimo paese, situato sulla costa ionica, da cui proviene la mia famiglia. Le quattro volte in un paese situato a mezzora di là, ed in altri due, distanti parecchie centinaia di kilometri. Nel primo caso, la scelta della Calabria era una reazione contro la difficoltà che c’era nel girare a Milano: i vincoli burocratici … Corrispondeva ad un bisogno di libertà."
- Michelangelo Frammartino
 
Questo sarà solamente un primo passo nell'affrontare il percorso di un regista (o sarebbe più appropriato definirlo, documentarista) che ad oggi, all'attivo con solamente tre pellicole (due, se escludiamo l'ultimo Alberi, attualmente videoinstallazione al MoMa di New York) nell'arco di 10 anni, può considerarsi indiscutibilmente come la più importante rivelazione d'autore nella nostra cinematografia contemporanea e non solo: adorato in Francia e negli Stati Uniti, pluripremiato a Cannes, vincitore del Gran Premio del Festival del cinema italiano di Annecy, oltre ad aver ricevuto onori dal quotidiano Le Monde, che le ha dedicato un'entusiastica intervista e scusate se è poco, considerando che si parla di uno che proviene dal disegno, dalle arti plastiche, che ha studiato architettura e che tiene corsi di regia all'Università di Bergamo.
Non è facile, ma si parla di Michelangelo Frammartino, artefice di un cinema estremamente coraggioso e intimista, lontano anni luce dai criteri delle produzioni italiane, anche dalle più raffinate a livello autoriale (qualcosa di simile, lo si può forse trovare nel cinema di Giorgio Diritti e ne "l'altro caso" Alessandro Comodin, che con L'Estate di Giacomo ha preso consensi un pò ovunque) e decisamente più propenso a dialogare con un linguaggio europeo e meglio ancora, con il cinema più ricercato proveniente dall'est Europa. La prima impressione che affiora assistendo alle bucoliche immagini del suo primo lungometraggio, Il Dono (costato solo 6500 euro), è quella di trovarsi di fronte a un'opera di Sharunas Bartas (i volti segnati dal tempo, scolpiti nell'ambiente e scavati nella loro interiorità attraverso lunghi piani fissi) e infatti, proprio l'autore lituano è citato da Frammartino come uno dei suoi maggiori punti di riferimento assieme a quel gigante che corrisponde al nome di Béla Tarr, i cui profondi silenzi del suo sommo cinema, invadono qui, le stradine, i viottoli, i campi contaminati da reliquie e carcasse, approdate da una civiltà industrializzata che la gente di quel luogo, sconfinato nel tempo, rifugge.


La Caulonia, paesino della Calabria incassato tra le rocce e svuotato a causa dell'immigrazione e che ora conta solo un centinaio di anime, una terra a cui l'autore milanese è fortemente legato, perchè paese natale dei suoi genitori e Terra che assorbe, metaforicamente (il vecchio protagonista Angelo Frammartino, nonno del regista, in un finale di profonda intensità) ed esistenzialmente, perchè centro di continui rimandi alle sue origini. Lo stesso Frammartino, spinto da necessità non solo affettive, ma anche burocratiche, ci ritornerà per dirigere Le Quattro Volte (2010), stabilendo così un rapporto di continuità con questo suo straordinario esordio. Il dono nel film, non è soltanto la motocicletta "Vespa" che il protagonista compra con i propri risparmi per regalare alla ragazza ritardata del paese (Gabriella Maiolo), ma lo si può ritrovare in tutte quelle azioni quotidiane che seguono il racconto. La giovane infatti, affronta giornalmente un ripido sentiero in sella alla sua bicicletta per aiutare gli anziani del posto con la spesa, concedendosi occasionalmente agli automobilisti di passaggio che incrocia durante i faticosi tragitti. Inoltre, si sottopone a tradizionalistici rituali locali, messi in atto per curarla da una presunta possessione, di cui lei è convinta. E qui riemerge un ritorno, non solo col passato (la Lucania del Brunello Rondi de Il Demonio), laddove i mali della mente venivano scambiati per mali dell'anima, ma anche con il contemporaneo più metafisico residente tra le terre francesi (e mi piace pensare alla ragazzina "esorcizzata" da Le Gars in Hors Satan). Terra che riceve, terra che offre e a cui si fa ritorno dunque, germogliante indizi che non hanno bisogno di parole e che lo spettatore viene invitato a cogliere nel silenzio dei panorami rurali: il cane morente, la foto pornografica, il cellulare, la palla che rotola giù dalle scalinate dei vicoli, la processione, la fossa scavata. E osservando quell'imbarcazione arenata sulla costa, proiezione lungimirante (una civiltà alla deriva? Il bisogno di libertà citato dall'autore?), possiamo solamente giungere alla conclusione che il vero dono è quello che Frammartino fa al cinema (non solo italiano) e a noi, a tutti quelli che immagini di tale maestosità, riescono a penetrarle con il cuore...

23 commenti:

  1. "Le quattro volte" mi è piaciuto molto, questo "devo" vederlo, per forza. Grazie!

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    1. Se hai apprezzato "Le Quattro Volte" sarà lo stesso con questo, garantito!

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  2. Io ho letto da Locatelli (Nuovo Cinema Locatelli) che considera Le quattro volte il miglior film italiano degli ultimi 5 anni.
    E io considero Locatelli la miglior penna di cinema della rete.
    Direi che almeno questo va recuperato.
    Poi magari anche Il Dono.

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    1. Concordo con Locatelli (ogni tanto mi capita di leggerlo), ma anche questo non è per nulla inferiore anzi, se se vuoi dare un filo di continuità, magari guardati prima "Il Dono".
      Ora non so la disponibilità dei tuoi canali :) Comunque raitre l'aveva passato, presumo il "fuori orario" di Ghezzi...

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  3. ancora niente Frammartino, ma so che mi piacerà, e magari un po' soffrire

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    1. Chissà perchè, ma ero convinto che già conoscessi Frammartino. Comunque sono sicuro che ti piacerà ;)

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    2. avevi ragione :)

      http://markx7.blogspot.it/2014/09/le-quattro-volte-michelangelo.html

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    3. È sempre un piacere leggere le tue recensioni/segnalazioni/impressioni: concise ma profonde :-)

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  4. "può considerarsi indiscutibilmente come la più importante rivelazione d'autore nella nostra cinematografia contemporanea e non solo: adorato in Francia e negli Stati Uniti, pluripremiato a Cannes, vincitore del Gran Premio del Festival del cinema italiano di Annecy, oltre ad aver ricevuto onori dal quotidiano Le Monde, che le ha dedicato un'entusiastica intervista e scusate se è poco": e com'è che io ne ero all'oscuro, deprecabile ignoranza a parte? Recensione entusiastica, visione, dal che, naturalmente, non può che derivare il fatto che questo "Il dono" e, ovvio, gli altri di Frammartino schizzano all'apice della lista di film da vedere. Poi, vabbé, la citazione a Béla Tarr e Bartas, che dovrei riprendere in mano, non può che mettermi che un'acquolina in bocca che...

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    1. "e com'è che io ne ero all'oscuro..." Semplice: perchè noi viviamo in Italia, praticamente l'unico paese dove non se lo fila nessuno tranne chi, come il sottoscritto (e spero in futuro anche te), vada proprio a informarti specificatamente. Se sei curioso su YT trovi parecchie interviste, di cui una ben approfondita riguardo a "Le Quattro Volte" (https://www.youtube.com/watch?v=0njhn60D4BM).
      Comunque hai visto che ho scritto del riferimento alla scena di "Hors Satan" che avevo accennato nel tuo post? Tu guardalo, poi deciderai se mandarmi a quel paese, ma penso proprio che invece apprezzerai moltissimo, avercene di così in Italia!

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    2. Sì, l'avevo notato, infatti appena ho visto che parlavi di questo Frammartino mi sono precipitato e ho già affidato all'ibrido equino il compito di farmi avere ambo i film, quindi ripasserò a breve per ringraziarti nuovamente dell'ennesimo capolavoro segnalato ;)

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    3. Grazie a te, aspetto le tue impressioni ;)

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  5. Ciao, copio anche qui il messaggio che ho lasciato su oltreilfondo (siete due tra i blog cinefili che seguo e stimo maggiormente):

    Mi sono iscritto su Mubi per sfruttare i 14 giorni di prova in cui si possono vedere film a volontà senza nessun addebito...e con atube catcher ho trovato il modo di fare degli screen recorder per catturare i film in streaming sul pc ed eventualmente farci dei torrent..se ci sono suggerimenti o interessa qualcosa che non si trova da scaricare, accetto volentieri proposte.

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    1. Ciao rombro,
      io su Mubi ci sono da circa due anni, non a pagamento, però molte volte propongono film che puoi vedere gratis, per la maggiore cortometraggi. Direi quindi che la tua è una proposta interessante, terrò presente e in caso ti contatto (non hai un blog?..)
      Nel frattempo ti ringrazio per essere passato di qui ;)

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    2. Si ho visto ma dato che sta versione trial offre tutto l'archivio gratis per 14 giorni, se c'è qualunque cosa che interessa ma non è ancora reperibile da scaricare o è a pagamento, sono disposto volentieri a condividere su richiesta..l'ho scritto apposta a voi 2 perchè abbiamo gusti molto affini in fatto di "cinema dell'assenza" ;) Non ho nessun blog ma ho messo la mail a disposizione nel profilo, quindi nel caso scrivimi (scrivetemi) pure a quell'indirizzo.

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    3. Ti danno la possibilità di vedere tutto oppure c'è qualche restrinzione, che ne so, magari con film usciti negli ultimi mesi? Te lo domando perchè avrei già puntato qualcosa che "a naso" potrebbe essere interessante.
      Potrei prepararti una lista con i link da mandarti via mail...

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    4. Eh no magari...in effetti posso visionare solo tutti quelli disponibili con "WATCH FILM"...sei hai già dei titoli prioritari in mente mandami pure una mail..calcola solo che per registrare lo streaming su pc ci va tutto il tempo del film quindi magari non farmi una lista di 50 titoli :D
      (Ah, Artificial Paradises l'ho beccato..ma non c'è manco una fonte al momento...mi sa che sarà un'impresa come con Las che è in scarico da un mese ancora all'85%...sigh)

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    5. No figurati, solo quei 4/5 titoli che mi premono di più, sempre che siano disponibili come "watch film". Ora vado su Mubi e faccio una cernita, poi ti mando la lista.
      Per "Paradiso artificiale" pazienta, ma vedrai che completerà, vai tranquillo ;)

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  6. Finalmente sono riuscito a procurarmelo e vederlo. Che dire? Di certo non mi aspettavo un film del genere o, meglio, di certo non mi aspettavo che un film del genere potesse provenire dall'Italia. Bellissima recensione, ricca di riferimenti che, dopo la visione, si fanno preziosissimi (non mi stupisce che questo Frammartino sia citato da Bartas). Ed è pazzesco - finora è l'unica cosa che riesco a dire di quest'Opera Somma - che sebbene sia un film così radicato nel territorio riesca a farsi cinema-mondo, a universalizzarsi ed entrare nel profondo dell'anima di chi lo guarda. Basito, esterrefatto, ancora in solluchero, vorrei poterne scrivere anch'io, ma credo aspetterò di visionare il resto della sua filmografia per trovare il coraggio di farlo. Grazie, grazie e ancora grazie, visione, per avermene portato a conoscenza.

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    1. Grazie a te Yorick! Mi fa immenso piacere che ancora una volta ritroviamo gli stessi gusti, almeno per ciò che concerne il cinema contemplativo. Su Frammartino comunque non avevo dubbi che potessi apprezzarlo, visto la tua passione per gente come Bartas e hai colto perfettamente il senso, nel definirlo un film che nonostante la sua locazione territoriale si fa al contempo "cinema-mondo". Possiamo aggiungere quindi Frammartino nel parentado di Sommo Padre Tarr?... :)
      Quando avrai visto "Le Quattro Volte", sono sicuro che ne scriverai magnificamente. Attendo una super-recensione!

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    2. Altroché se possiamo, tra i parenti più prossimi oserei dire ;)

      "Le quattro volte", lo sto recuperando, e mi aspetto un gran film, anche se, da come ne leggo in giro, ho un po' di paura della ripetitività, spero che Frammartino mi contraddica...

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  7. Risposte
    1. Mi fa piacere, Vittorio! Se hai apprezzato, ti consiglio di vederti anche "Le Quattro Volte".

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