16.8.15

68° Festival del Film Locarno: resoconti personali

Per chi non se la sentisse di leggere fino in fondo (cosa del tutto giustificabile) può saltare direttamente in appendice al post, per consultare l'elenco dei film in crescente ordine di preferenza.

Di ritorno anche quest'anno, per il terzo consecutivo, dal consueto viaggio locarnese che ha visto il sottoscritto immerso nelle proiezioni festivaliere per quattro giorni, vediamo di stendere alcune impressioni al volo su quanto riuscito a visionare durante questa sessantottesima edizione che, ad ogni anno, sembra purtroppo risentire gradualmente degli influssi commerciali dettati dalla popolarità dei festival maggiori.

24.9.13

Sueno y Silencio

Jaime Rosales
Spagna, Francia, 2012
106 minuti


Yolanda insegna in una scuola materna di Parigi, dove si è trasferita con il marito Oriol, architetto e le due figlie Alba, e la primogenita, Celia. Durante una gita in Spagna, sul delta del fiume Ebro, Oriol e Celia restano coinvolti in un incidente d'auto nel quale la figlia perde la vita. Dopo essersi risvegliato da un coma che l'ha costretto in ospedale per diversi giorni, per Oriol il ricordo di Celia è completamente svanito, cancellato, come se quella figlia, non fosse mai esistita...
Yolanda (il sogno) e Oriol (il silenzio); una coppia impegnata nella sofferta ricostruzione del proprio rapporto e della propria vita famigliare, dopo che una parte di essa, ha lasciato spazio all'incomunicabilità.

29.8.13

Syndromes and a Century (Sang Sattawat)

Apichatpong Weerasethakul
Tailandia, Austria, Francia, 2006
102 minuti


Una struttura ospedaliera immersa nel verde; uno spazio diviso in due tempi distanti e imprecisati che si fa infinito, perchè involucro di memorie (quelle del regista) e di continui ritorni alle origini dell'esistenza. Un intreccio di vite: amori a senso unico, desideri irrealizzati e misteriose attrazioni tra medici e pazienti che si ripetono, per poi dissolversi lentamente in quello spazio...