Riguardo al cinema di Jean Rollin (Neuilly-sur-Seine, 1938 – Parigi, 2010), Roberto Curti, nel nocturno dossier n°81 (guida al cinema surrealista) scrisse: "appartiene a quel territorio incerto e mutevole che sta tra il sonno e la veglia. E come tutti i sogni, sfuma e cambia di forma e senso nel ricordo, svela percorsi e implicazioni occulte proprio mentre si fa via via più confuso, fino a scomparire. Restano le immagini: suggestive, ermetiche, ipnotiche. Incredibilment vivide, eppure dai contorni soffusi e irreali, come miraggi di celluloide."
