19/04/15

Tracce #28 | Florealità e memorie: opere brevi di John Warren

"Ogni registrazione è per me una rivelazione, sintonizza il mio stato emotivo con la vita interiore del soggetto." - John Warren

La poetica sublimazione dell'immagine: il cinema di John Warren è un'estatica mescolanza di memorie, sogni, emozioni e poesia. Attraverso una (s)composizione prettamente naturalista e floreale, l'artista indaga sull'importanza della vita e su ricordi personali, sulla natura stessa e l'inesplicabilità del cosmo, cercando di (ri)trasmettere un linguaggio diverso, trascendentale a quello comunemente inteso come cinematografico, proprio delle avanguardie americane del secolo scorso.

15/04/15

Il lirismo vampirico di Jean Rollin #2: Lèvres de Sang (Lips of Blood)

Jean Rollin
Francia, 1975
83 minuti

A volte è profittevole allontanarsi per un periodo da determinate visioni, da determinati stilemi filmici a lungo, e in passato ispezionati, per riaccostarcisi successivamente, dopo aver ampliamente scandagliato in altri territori (come il contemplativo più contemporaneo) con i quali è poi possibile riscontrare (per aspetti stilistici, non certo per intenti) similitudini inaspettate.

02/04/15

Il lirismo vampirico di Jean Rollin #1: inno celebrativo

Riguardo al cinema di Jean Rollin (Neuilly-sur-Seine, 1938 – Parigi, 2010), Roberto Curti, nel nocturno dossier n°81 (guida al cinema surrealista) scrisse: "appartiene a quel territorio incerto e mutevole che sta tra il sonno e la veglia. E come tutti i sogni, sfuma e cambia di forma e senso nel ricordo, svela percorsi e implicazioni occulte proprio mentre si fa via via più confuso, fino a scomparire. Restano le immagini: suggestive, ermetiche, ipnotiche. Incredibilment vivide, eppure dai contorni soffusi e irreali, come miraggi di celluloide."

29/03/15

Echi #20 | L'isola di Pasqua

The Quarry
Ben Russell
USA, 2002 | 4 minuti

La magnetica potenza dell'immagine; di una sola immagine e della profondità del suo colore impressi su pellicola. Sta tutto qui The Quarry, nella disarmante naturalezza di questo ammaliante "scatto" eseguito da Ben Russell a Easter Island, capace di emozionarci come se fossimo stati lì, a contemplare quel luogo, in quell'istante compreso tra le 3:07 e le 3:13 di un pomeriggio di tredici anni fa. Come cita un passo di Katherine Routledge tratto dal suo The Mistery of Easter Island (1919): "qui, come altrove, la meraviglia del luogo può essere apprezzata solamente dall'occhio che viene addestrato a vedere."