18.1.17

Vita Brevis (Hannah et le fleuve)

Thierry Knauff
Belgio, 2015
25 minuti

“Vita brevis è un poema sul momento, un'evocazione della fragile e fuggevole danza della vita”. - Thierry Knauff

E l'istante, poetico e di rara bellezza, è già scolpito nelle mani di una bambina che si disserrano con delicatezza sulla fragile figura di un passerotto, svelandone tutta la fugacità dell'esistere.
Mentre la natura circostante ci avvolge nella sua silenziosa sinfonia e la mdp si prodiga in un pacato incedere (sembra di rivedere il finale di Las) sulla vegetazione arborea, che sembra danzare ai movimenti dell'aria. Dipinta in un bianco e nero lucente, l'incantevole opera del documentarista Thierry Knauff, presentata a Rotterdam due anni fa, è una fluida ed emozionante immersione nell'immeditato che la natura ci offre. Scorrevole come le acque del fiume Tsiza che ne percorrono le fuggevoli tappe esistenziali, rappresentative di un microcosmo proteiforme e metamorfico osservato dall'incontentabile sguardo infantile, e che trova significato già nell'incavo di quel tronco vuoto, dove la piccola protagonista custodisce con affettuosità la sua collezione di gusci di lumaca. Hannah et le fleuve alla stregua di Valerie a týden divu di Jires, se vogliamo, per ravvisabile lirismo, ma circondata da un universo di creature (gli Efemerotteri - qui) a lei non ostili, e che differentemente ne costituiscono la principale fonte d'attrattiva, durante una spensierata giornata d'estate. La guida essenziale, per un imperturbabile viaggio che induce la piccola a seguire fase dopo fase, con la stessa meticolosità nei dettagli ricercata dall'occhio-cinema di Knauff, il fantastico mutamento esistenziale di questi insetti: esaminati dallo stadio ninfale all'inevitabile tempo della loro estinzione, che avverrà su quel manto fluviale dai riverberi argentei e dal quale, molti di loro, non riusciranno purtroppo a decollare. È giunto allora il tempo di un ultimo sguardo innalzato alla vastità di quello specchio chiamato cielo, riflesso di trasvolate per simili creature simboleggianti l'infinito ciclo della vita. E con l'occhio dell'immaginazione è magari possibile anche individuare chi, dallo spazio sottostante, ha potuto congiungersi ad esse.
Giusto a dovere informativo, una conclusiva annotazione su alcune discordanze riguardanti l'effettivo metraggio dell'opera: le schede ufficiali riportano la durata di 39 minuti, mentre nella versione trasmessa da Arte Cinema (presa qui in esame) mancano circa quindici minuti... Mistery.




5 commenti:

  1. https://www.youtube.com/watch?v=XNtPDq9FBik

    qui ci sono 45 minuti, continua il mistero?

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    1. Su come hai fatto a pescarlo in quella lingua su YT me lo spiegherai... A ogni modo il mistero si svela dal minuto 24, dai un'occhiata, vedrai che dopo il filmato riprende da capo, quindi penso sia ormai certo che la durata effettiva è di 25 minuti scarsi...

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    2. mi sembrava interessante, ho frugato un po'.

      intanto ho messo i link a tre corti della tua classifica...

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  2. Meraviglia!!! Non mi aspettavo un lavoro tanto documentaristico ma così autoriale e splendido dal punto di vista immaginifico. E poi gli Efemerotteri...che creature!
    E niente, grazie mille Frank per le tue segnalazioni sempre interessanti e affascinanti ;)
    E un grazie anche a Ismaele che ha condiviso il link ;)

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    1. Me lo sono rivisto anch'io dopo cena, e ne riconfermo senza dubbio il fascino che riesce a trasmettere. Gli Efemerotteri, magnifici è vero, ci perdersti ore ad osservarne comportamenti e trasformazioni!

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