5.6.17

Boris sans Béatrice

Denis Côté
Canada, 2016
93 minuti

Con il gran numero di film archiviati sui quali si potrebbero spendere due parole, perchè scrivere di Côté e un film (presentato alla 66a Berlinale) come Boris sans Béatrice? Non brilla di certo come il miglior Côté (ma nemmeno il peggiore, a dirla tutta, e poi ci arriviamo) quindi, la quasi certezza è un lapsus dell'inconscio dove piccole schegge del film hanno comunque lavorato durante il sonno.

11.5.17

Womb

Scott Barley
Uk, 2017
17 minuti

Nell'"anatomizzare" Womb, l'ultimo cortometraggio di Scott Barley, e il suo movimento di corpi lividi sospesi nel buio, è opportuno partire fin dal principio evidenziando un parallelo che per marcata affinità estetica con lo stile visivo di un autore quale Philippe Grandrieux e i suoi film-installazione più sperimentali (nello specifico, White Epilepsy), potrà anche far storcere il naso a qualcuno o sembrare inglorioso, ma che a modesto avviso risulta essenziale per discernerne con migliore cognizione le finalità.

16.2.17

Il lirismo vampirico di Jean Rollin #3: La morte vivante (The Living Dead Girl)

Jean Rollin
Francia, 1982
89 minuti

Se ne fece menzione nella seconda parte di questo "speciale" sul cinema di Jean Rollin, e a distanza di tempo era inevitabile, quanto necessario, un ritorno con il film che ancora ad oggi, dopo una recentissima revisione, chi scrive continua a considerare come la compiuta summa della sua poetica.

4.2.17

Digressioni #6 | Arrival e l'importanza del contatto

Arrival (Denis Villeneuve)
USA, 2016
116 minuti

Trovo che il sottostante e breve pensiero, a suo modo si coniughi abbastanza bene con le tematiche presenti nel film dell'articolo precedente: All the Cities of the North.

Comunicazioni, contatti, liberalità. Il linguaggio rappresentato in Arrival dovrebbe far riflettere un pò tutti (sottoscritto compreso, s'intenda), sulla sua importanza.