28.9.14

Something Must Break (Nånting måste gå sönder)

Ester Martin Bergsmark
Svezia, 2014
81 minuti

Sullo sfondo di una Stoccolma divisa tra dark-rooms e scorci naturalistici, l'androgino Sebastian è alla scoperta della propria omosessualità. Un percorso delicato, e a tratti rischioso, che lo spinge alla ricerca di fugaci avventure occasionali finchè una notte, durante un tentativo di abbordaggio nei bagni di un locale, Sebastian viene soccorso da Andreas, un ragazzo etero con il quale intreccierà ben presto una complicata relazione.

28.8.14

Sospensione

"Ogni artista nel corso della sua permanenza sulla terra trova e lascia dopo di se una particella di verità sulla civilizzazione, sull'umanità. Il concetto stesso di ricerca è oltraggioso per un artista, assomiglia alla raccolta di funghi in un bosco: forse ne troveremo o forse no. L'artista non procede affatto come un ricercatore, non agisce empiricamente in nessuna maniera perchè egli dà una testimonianza sulla verità, sulla sua verità del mondo. L'artista crea istintivamente, egli non sa perché proprio in quel momento fa una cosa oppure un'altra, scrive proprio di questo, dipinge proprio questo. Soltanto dopo comincia ad analizzare, a trovare spiegazioni, a filosofeggiare e giunge alle risposte che non hanno nulla in comune con l'istinto, col bisogno istintivo di fare, creare, esprimere sé stesso. In un certo senso la creazione è rappresentazione dell'essenza spirituale nell'uomo ed è la contrapposizione all'essenza fisica; la creazione è in un certo senso la dimostrazione dell'esistenza di questa essenza spirituale."
- Andrei Tarkovskij



21.8.14

Tracce #24 | Lightning Rods

Hromosvody (Marika Pecháčková)
Repubblica Ceca, 2012
7 minuti

Stando ad alcune statistiche, esiste una certa regolarità nel numero di persone che muoiono nello stesso istante in cui altre, stanno per dare alla luce una nuova vita. E di fatto, il quarto cortometraggio di Marika Pecháčková, originaria di Praga, sembra fondarsi alla base di questa indagine per costruirsi da un lato, come un'intima riflessione sulla maternità (la vita, quindi, in attesa di nascere) e dall'altro, come una sorta di ossequio (con tanto di dedica epigrafica nel finale) alla memoria del poeta ceco Ivan Martin Jirous,

17.8.14

67° Festival del Film Locarno: personale resoconto dei migliori #1

Giunti anche quest'anno alla conclusione della maratona festivaliera locarnese, vediamo intanto di tracciare un veloce bilancio sui film che più hanno suscitato l'interesse del sottoscritto, nell'attesa di futuri approfondimenti. Premiazioni a parte, comunque gioiosamente favorevoli alle aspettative (Pardo d'oro tutto filippino a Mula sa kung ano ang noon di Lav Diaz e Pardo per la miglior regia al portoghese Pedro Costa), per questo resoconto ho voluto attenermi alle stesse piccole, ma fondamentali regole, usate per quello stilato alla fine dell'anno (vedi i migliori film ViS 2012/2013). Quindi, più che una vera e propria classifica, si tratterà piuttosto di una sorta d'inventario personale del meglio dove comunque, le pellicole, seguiranno un loro ordine di apprezzamento: