12.5.13

Digressioni #1 | Le Case (1981 - 2013)

Per un attimo ci ho creduto...

Il week-end si preannunciava al meglio, i cinque ragazzi erano decisi a divertirsi nello chalet sperduto nel cuore della foresta. Naturalmente i due ragazzi e le loro graziose amiche avrebbero dovuto diffidare di tutti quegli strani eventi; chiaramente non sarebbero dovuti scendere nella cantina, però come resistere... Sotto lo chalet scoprono un libro di magia, uno strano pugnale e le registrazioni di un erudito scomparso. La sua voce, sorta dal passato, racconta la sua spaventosa storia e recita parole magiche. Le misteriose parole svegliano la più terrificante delle forze malefiche. E' l'inizio di una notte d'incubo in cui le forze del male si accaniranno contro queste anime innocenti.
- dal booklet de La Casa (definitive edition 2 dvd) eagle pictures 2007 -

Questa, a grandi linee, l'idea che sta alla base dei due film La Casa (Evil Dead); quello originale, autentico (sia ben chiaro) horror/splatter (e sia nuovamente chiaro che la definizione associata è d'obbligo) realizzato nel lontano 1981 dall'allora ventunenne Sam Raimi con la collaborazione di compagni d'università, prodotto dall'amico Robert Tapert con l'esiguo budget di soli 350,000 dollari e che nel corso degli anni, si è guadagnato fama di vero e proprio cult all'interno del genere. E l'attuale remake, prodotto dagli stessi Raimi e Tapert con la bella cifra di 17 milioni di dollari e diretto dall'esordiente uruguaiano Fede Alvarez, che ha collaborato inoltre alla rielaborazione della sceneggiatura la quale, aggiunge indubbiamente spessore alla scarna linea narrativa del primo film, attraverso una motivazione a suo modo valida e un approfondimento sulla caratterizzazione dei personaggi, soprattutto sulla protagonista. Ma oltre a questo, per quanto mi riguarda, il legame tra le due pellicole si conclude quì; perchè il film di Alvarez, pur riconoscendone i pregi di una confezione impeccabile, tra realizzazione, tecnica, effetti speciali, alla fine non si discosta poi molto dagli standard orrorifici che il cinema hollywoodiano ci propina da oltre 10 anni a questa parte. Il fattore più evidente dunque, si riscontra nella oramai consolidata mancanza di vera inventiva da parte di un sistema che stà inesorabilmente trasformando la settima arte in un fenomeno da baraccone e nel caso preso in esame, il punto è che a "questa Casa" manca totalmente l'anima; non c'è più quella passione e quello spirito che distinguevano l'originale come prodotto lontano dai circuiti classici normalizzanti, non c'è più quel desiderio autentico, quella forza creatrice che spronava alla realizzazione di qualcosa che andasse oltre e costringeva a concentrarsi maggiormente su tutti quei dettagli, quegli aspetti del film che potevano risultare penalizzati dalla scarsità di mezzi e fondi. Ma soprattutto, nel film di Alvarez non si percepisce assolutamente quella prorompente forza demoniaca che regnava oppressiva nel bosco d'origine, inarrestabile, fino all'ultimo fotogramma in cui il volto insanguinato di Bruce Campbell si girava verso di noi, urlando di terrore. Ora, per uno come il sottoscritto, fortemente influenzato da un passato all'insegna del cinema horror, compreso di tutti i suoi derivati, è quasi impossibile valutare obiettivamente questo remake senza cadere inoltre, in facili paragoni con l'opera di Raimi, perchè, condividendo il pensiero del collega oh dae-soo (il buio in sala), anche nel mio caso, giocano i sentimenti e il radicato affetto riposto nei confronti di un film, per me intramontabile. Potrei stare quì a scrivere per ore sul mio primo contatto con La Casa, ma sarà senz'altro molto più interessante concludere questo post con un accurato esame personale sulle differenze riscontrate, quindi attenzione per chi non ha ancora visto il remake, perchè da adesso in poi svelerò parecchi punti salienti. Cominciamo intanto ad accodare al titolo, l'anno di produzione, giusto per capirci meglio e, facendo un passo indietro, ritorniamo innanzitutto a quella "definizione è d'obbligo", visto che La Casa 81 può essere considerato a tutti gli effetti come il primo film splatter al di fuori dei circuiti più underground e sperimentali, escludiamo quindi le origini di tale tendenza, riscontrabile a partire dagli anni '60 attraverso i film di Herschell Gordon Lewis, ma anche il capolavoro romeriano Zombie (1978), in cui la dose di sangue e frattaglie resta ad ogni modo inferiore a quella presente nel film di Raimi. Il primo vantaggio de La Casa 81 è quello di essere un prodotto all'insegna di un cambiamento fondamentale all'interno del genere, perchè per la prima volta mostra apertamente ad un pubblico più vasto, ciò che gli altri avevano fino ad allora fatto solo in parte. Un esempio degno di attenta osservazione è la sequenza dello smembramento a colpi d'ascia di Shelly (la mora), con i dettagli della lama che affonda nella carne staccando di netto gli arti, sequenza, non solo completamente sostituita nel remake, ma girata addirittura fuori campo, puntando sul primo piano di David intento a spappolare con un pezzo di water il cranio della ragazza, che ci viene mostrato dall'alto, solamente ad azione compiuta. A questo punto si può aggiungere che quasi tutti momenti più forti a livello gore vengono, con grossa delusione, rimossi o sostituiti con delle varianti, anche di un certo ingegno (il famigerato stupro degli alberi, la cascata di sangue), tecnicamente impeccabili, ma senza la stessa incisività visiva dell'originale. E quì emerge un'altra osservazione e si rivela confermato un timore che mi era sorto già dal trailer: i colori. Al contrario dell'elegante patina dai toni desaturati presente nel film di Alvarez, la Casa 81 sfoggia una cromaticità impressionante per l'epoca, nonostante l'azione si svolgesse prevalentemente di notte e le scene in esterni, avvolte da quella nebbia costante che mai appare nel remake (escluso il primo minuto), oltre a creare un certo clima inquietante, si accostavano magnificamente con la vividezza dell'ambiente interno che, specialmente nel finale, incorniciava i corpi posseduti che deflagravano in un calendescopio di colori surreali. Calcoliamo  inoltre che Alvarez stravolge completamente la fine originale senza raggiungerne le potenzialità e inserisce un antefatto assolutamente risparmiabile, a favore del ben più interessante approfondimento sul necronomicon, che viene relegato ai titoli di coda... ma era proprio necessario?
In conclusione diciamo che ho colto l'occasione per inaugurare un nuovo spazio, a sè stante dalle visioni sospese a cui mi sono piacevolmente abituato in questi ultimi anni.
Riporto quì sotto i confronti tra alcune delle sequenze sotto accusa, a voi la sentenza!

38 commenti:

  1. Visto stasera il remake. Troppo citazionista e stereotipato. Cosa ci ha messo questo Alvarez di suo? Veramente poco. Il film a livello di impatto non mi è dispiaciuto ma alla fine mi rendo conto che mi restano solo una serie di sequenze ad effetto e alcuni dialoghi comici ("Tesoro andrà tutto bene"..."S'è tagliata un braccio, cazzo"). Troppo poco. Evidenzi la nebbia e i colori: ebbene, ultimamente nel genere horror sia nei remake che nei film su storie già ampiamente battute in altre pellicole (vedi Dracula 3d) mi sto rendendo conto che o si cerca eccessivamente l'effetto patinato o l'esatto contrario (il weird), senza più vie di mezzo. Non mi soffermo sull'accostamento con l'originale perché scriverei ovvietà (tipo che Bruce Campbell è Bruce Campbell, cazzo!), ma un dato di fatto che emerge dalla tua analisi lo voglio rinfrancare: anche in questo remake l'accezione di splatter sconfina nella mancanza di inventiva. Ormai attraverso l'iperviolenza si è sostituita la componente immaginifica ("la presenza demoniaca") degli horror che hanno segnato il passo.

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    1. Grazie per il tuo ottimo commento Mauro! Noto con piacere che la pensiamo alla stessa maniera e giustamente come dici, meglio non soffermarsi oltre sugli accostamenti con l'originale, da parte mia penso di essermi già fatto prendere la mano fin troppo ;)

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  2. Oddio, a me 'sta rece convince a vederlo :/ Per curiosità, tu cosa "cerchi" in un horror? Citazionismo, raccapriccio, destabilizzazione, paura, comicità...?

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    1. Ma, direi che negli ultimi anni ho proprio smesso di cercare l'horror come genere puro, preferisco di gran lunga ritrovarne certe contaminazioni attraverso film di altra fattura, come ben puoi immaginare, per farti 3 esempi che conosci: Antichrist, Possession, Repulsion. Horror psicologico se vogliamo proprio etichettare, dunque rispondendo alla tua domanda, penso destabilizzazione, principalmente. Nell'horror puro comunque ho sempre cercato il giusto equilibrio tra paura e raccapriccio, con una buona dose di sangue :) Ma toglimi una curiosità, La Casa originale l'hai visto?...

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    2. Certo, una volta ero drogato di splatter e simili, oggi sono come te: ricerco horror destabilizzanti, il raccapriccio non lo digerisco più, e mi annoia se non è il raccapriccio di Cattivik.

      Repulsion, però, non lo ricordo più.

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    3. Assieme a L'inquilino del terzo piano, è il film di Polanski che preferisco. Stai sicuro che prima o poi ne parlerò.

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  3. La CASA REMAKE è stato una delusione totale.

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  4. La casa originale rimarrà per sempre un pilastro. Questa nuova casa ce la dimenticheremo ben presto, così come ci siamo dimenticati di tanti remake. Non è colpa di nessuno.. è proprio la logica del remake a rendere un film meno interessante. Magari sarà anche fatto meglio, non lo so, ma il fascino... quello non si può replicare.

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    1. Mi trovi perfettamente d'accordo Obsidian! Io ho sperato fino all'ultimo che almeno in questo caso, vista l'importanza del film chiamato in causa, si potesse raggiungere una certa parità... ma non c'è niente da fare. A questo punto penso che l'unica utilità di questi remake sia forse quella di poter far conoscere gli originali ad un pubblico più giovane.

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  5. La delusione che ho provato al cinema per questo film è enorme, già dall'inizio si parte malissimo, se vado nel dettaglio la prima cosa che salta in mente / occhi sono: La colorazione del film troppo patinata, manca totalmente il clima, troppo veloce e senza suspance. Tutte le scene migliori dall'originale sono state demolite, e poi la presenza demoniaca alla "the ring" nella prima parte del film è totalmente inutile. Cosa insopportabile la mancanza del ritrovamento del registratore che dava spiegazione del libro dei morti, poi messo in coda nella sigla di chisura (SENZA SENSO). Capisco il cercare di trovare soluzioni diverse e più moderne ma qui siamo a livelli veramente scarsi. Altra tragedia è la musica / colonna sonora, assolutamente fuori contesto (Sembra una colonna sonora per film epici). L'inutilità di questa pellicola è davvero da premio OSCAR. Auguro al regista di poter fare meglio in futuro perchè peggio di cosi è davvero difficile. By ALESSANDRO BEVIVINO

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    1. Ammazza Ale, che bastonata! Pensavo di esserci andato giù pesante, ma in confronto a te il mio è un elogio. Comunque mi hai fatto ricordare un'altra cosa molto incisiva nell'originale: il registratore... ;)

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    2. Pensa BRO che a me sembrava di esserci andato troppo leggero, mi sà che il sequel non lo andro a vedere manco se mi pagano. :-)By ALESSANDRO BEVIVINO

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  6. Grazie per la recensione: ero indeciso se vederlo o meno. Adesso sono convinto: lo eviterò sicuramente.

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    1. Vai tranquillo, non ti perdi proprio nulla.

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  7. a me il remake è piaciuto ma il film di Raimi rimane una chimera inarrivabile. L'effetto collaterale che mi ha provocato il film di Alvarez è che una volta tornato a casa mi sono subito dovuto rivedere quello di Raimi. E me ne sono innamorato di nuovo! Come regista comunque l'uruguagio non mi sembra affatto male!

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    1. Per un attimo volevo riguardarlo per l'ennesima volta pure io :) Il lavoro di Alvarez, ripeto, a livello tecnico è impeccabile e non ho disdegnato nemmeno certe trovate gore (tipo la vomitata al sangue per farti un esempio). Ma complessivamente, nell'horror odierno è forse proprio la troppa perfezione, questa patina edulcorata che a mio modesto parere toglie quella sensazione di "marcio", di degrado, che potevi riscontrare nell'originale e in altri film dell'epoca. Comunque i remake sono una brutta bestia, ora invece dovrebbero dare la possibilità ad Alvarez di poter realizzare qualcosa di tutto suo, senza dover confrontarsi con certi capisaldi.

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  8. Grandissimo post, complimenti.
    Interessantissimo, piacevole e appassionato.
    Sono d'accordo su tutto,specie nei due punti focali che entrambi abbiamo riscontrato.
    La mancanza di cuore ed anima del remake e la presenza demoniaca, il Male, 1000 volte più potente nel film di Raimi.

    Bravissimo Frank.

    E grazie per la citazione :)

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    1. Figurati, mi sembrava giusto visto la concordanza di pensiero :) Grazie a te!

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    2. Frank, però qua: "Un esempio degno di attenta osservazione è la sequenza dello smembramento a colpi d'ascia di Shelly (la mora), con i dettagli della lama che affonda nella carne staccando di netto gli arti, sequenza, non solo completamente sostituita nel remake, ma girata addirittura fuori campo, puntando sul primo piano di David intento a spappolare con un pezzo di water il cranio della ragazza, che ci viene mostrato dall'alto, solamente ad azione compiuta. "

      se uno non ha visto il film tenderebbe a credere che i dettagli splatter fossero più mostrati in Raimi che nel remake.

      ora, tu hai preso due scene assimilabili per plot (ma sei sicuro che una sia la corrispondente dell'altra?) e il discorso ci sta, ma in linea generale davvero ti senti di dire che tutti gli elementi gore siano stati rimossi o sostituiti?
      Puoi spiegarti meglio?
      A me pare il contrario.
      A presto!

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    3. Ok Dae, intanto voglio farti presente due cose. Tendenzialmente i remake li evito come la peste perchè generalmente mi sento troppo legato agli originali e sotto questo aspetto, ammetto di essere abbastanza tradizionalista. Inoltre, all'horror inteso come genere puro, specialmente all'interno del circuito commerciale, non sono più interessato ormai da parecchio tempo e per La Casa, ho fatto una grossa eccezione visto l'importanza a livello affettivo.
      Chiarito questo, da adesso concentriamosi solo sull'aspetto gore, di cui ribadisco la mia opinione, corregendoti e facendoti notare che - "quasi tutti" i momenti più forti a livello gore vengono rimossi o sostituiti con delle "varianti, anche di un certo ingegno"- Ed entrando nello specifico "varianti / ingegno": la sequenza dello stupro degli alberi (anche se il palo che arrivava di botto nell'originale vince comunque), il vomito e la pioggia di sangue, incluso il taglio finale con motosega, sono momenti che ho anche apprezzato e che non metto in dubbio possano elevarsi un tantino dallo standard odierno, ma che personalmente sono ancora ben lontani dalle sferzate splatter dell'originale.
      Ora, considerandoti un navigato e immaginando che La Casa di Raimi tu lo conosca molto bene, ti faccio l'esempio che hai chiamato in causa: mettiamo pure che nelle intenzioni di Alvarez, la sequenza che fai notare (la ragazza mora) non sia il corrispettivo dell'altra, significa che ti sei bruciato un momento, a mio parere, che come importanza truculenta valeva quanto il già citato stupro nel bosco (quindi se mi riproponi quello..), sostituendolo con una scena di notevole inferiorità a livello gore, prova a ricordare bene: nell'originale questa viene gettata e ripescata dal fuoco, si strappa una mano a morsi, viene accoltellata alla schiena (con il coltello a cui è ancora aggrappata la mano tronca), erutta liquame biancastro e sangue tra un pò da tutti gli orifizi e non contenti, viene letteralmente fatta a pezzi con l'ascia, il tutto, mostrando chiaramente... non puoi dirmi che i dettagli splatter sono più presenti nel remake, dai!
      Mi dispiace Dae, ma La Casa di Raimi è superiore, sia per originalità che per quantità di sequenze toste, poi questa è la mia opinione ;)
      Oh, per adesso devo staccare, ma se vuoi ho altro da dirti, fammi sapere il tuo parere a riguardo...

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    4. Ti rispondo subito... :)

      Mi hai letto Frank, la penso come te, non c'è nemmeno paragone tra l'originale e il remake (quantitativamente gli dò 2 punti di differenza, vedi te se 6.5-8,5 7-9 o 7.5-9.5.

      E sono d'accordo con te anche sullo straordinario uso del gore dell'originale, anche questo a mio parere molto superiore al remake.
      La mia perplessità nel leggere quel periodo stava nell'aver pensato che tu stessi dicendo, e forse lo fai ancora, che nel remake si facesse un minor uso dello splatter.
      In quel caso non la penso così :)
      Anche perchè l'originale secondo me funziona a prescindere dal gore, il remake no.
      Se poi analizziamo come questo gore viene mostrato o.k, La Casa di Raimi molte volte, come sottolinei benissimo te, va ancora più nel dettaglio.
      Ma di sangue, tagli, sevizie e autosevizie, liquami e quant'altro il remake è pieno, praticamente per mezz'ora non c'è soluzione di continuità.
      Raimi puntò molto più sull'atmosfera, sulla casa in quanto tale, sul Male.
      E poi ci mise dentro quelle due/tre scene splatter da capogiro.
      Ma nel remake di fuori campo al massimo c'è la scena che citi, poi è un torture porn a tutti gli effetti per me.

      A presto!

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    5. Per intendersi, se parliamo di qualità splatter comunque vince raimi, un corpo smembrato ad esempio è un corpo smembrato, ci vuole coraggio farlo. Ma se parliamo più che di quantità ma di Fine (inteso alla Machiavelli) credo che lo splatter lo sia nel remake.

      Per capirsi, io mi immagino il 21enne Raimi che dice "famo 'n firm de paura su una cascina abbandonata attaccata dal Male?" . Poi un pò per divertimento, un pò per avanguardia e un pò per dare forza al film ci mette quelle sequenze splatter.

      Invece quest'altri avranno detto "se famo un torture porn? sì. Prendiamo come base la casa de Raimi allora, mo lo chiamo"

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    6. Bravo, qui ci siamo, infatti prima della pausa cena volevo aggiungere proprio ciò che hai detto, quindi valutando il tutto complessivamente: nel film di Raimi l'atmosfera era talmente incisiva, che il gore serviva da fruitore, naturalmente il connubio ha finito per superare le aspettative portando ai risultati visti. Nel remake, la mancanza di clima e quindi tutta la forza malvagia che si percepiva nell'originale, porta automaticamente a servirsi dell'effetto splatter per sorprendere, risultando più fine a se stesso.
      E a questo punto trovo perfetta l'ultima frase immaginata "ma si, famo un torture porn e prendiamo come base La Casa...". Ecco, il remake penso che in definitiva non lo si possa considerare puramente tale, ma piuttosto un omaggio.
      P.S. Quando esce il dvd, ci risentiamo e ci mettiamo a contare tutte le scene gore, poi confrontiamo e vedrai che l'originale vince anche in quantità :D

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    7. Accetto la sfida :)

      e sti giorni me lo riguardo pure.

      oh, Frank, ho letto 123 recensioni o mini commenti della Casa remake.

      su 111 gli utenti parlano di versione seria dell'horror comedy di Raimi.

      Gli unici 12 che non dicono sta cazzata sono trenetenni o più

      cazzo, mi sto davvero innervosendo, ma lo vogliamo dire a chiare lettere che LA CASA 1 E' UN HORROR ?

      ma perchè confondersi sempre con il seguito?

      non solo è un horror a tutti gli effetti ma mette 100 volte più paura del remake, echecazzo!

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    8. E' vero, ho letto anch'io questi pareri, però ho avuto anche modo di constatare l'osservazione che fai sui trentenni e più. Fuori dal cinema abbiamo incontrato un altro gruppo di conoscenti, tutti classe 73/77, e tutti la pensano esattamente come io e te. Semmai è La Casa 2 che tende a buttarla sull'ironico, ma il primo è un Horror autentico (con l'H maiuscola), bisogna sfatare stà cazzata dell'"horror-comedy"!

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    9. proprio così. Io seguo filmscoop come sito. Ti giuro che tutti i commenti sempre la stessa frase, versione seria del primo evil dead. L'errore è doppio, perchè non solo non è vero ma semmai è il contrario, è più horror quello del remake.
      poi invece dall'80 in giù sta cazzata non la scrivono

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    10. Pure io ogni tanto vado a leggere commenti su filmscoop, poi quando si parla di questi film mi diverto un casino :) Comunque hai ragione, la maggior parte delle opinioni danno conferma di quello che si diceva...

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  9. Allora boooo, sarò esigente io che quando vado al cinema non mi accontento, che quando vedo un rifacimento fatto male non mi attacco alle piccole insignificanti scene che possono avere una valenza prese assestanti ma all'interno di ciò che era la vera casa sono assolutamente irrilevanti. Per me questo REMAKE è da buttare nel gabinetto e tirare l'acqua. Mica si può stare a salvare le scene di un film per accontentarsi, il film si gode intero. By ALESSANDRO BEVIVINO

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    1. lo hai proprio odiato stò remake, addirittura lo sciaquone! Però è vero, nel caso in questione accontentarsi non basta.

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  10. Non sò quanti soldini hanno stanziato al giovane regista, e poi fare meglio mi sembra il minimo visto che siamo nel 2013 e ci si può permettere tante cose, ricordo come tutti voi ben sapete che LA CASA ORIGINAL è stata fatta per modo di dire in CASA, e aggiungo con pochissimi DOLLARI. Penso non ci sia discussione.

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  11. By ALESSANDRO BEVIVINO

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  12. Mah, sono due film imparagonabili, simili solo per ossatura e un paio di sequenze chiave. La casa di Raimi è un capolavoro, quella di Alvarez è un divertissement splatter che però come horror funziona. E se spinge gli spettatori a ricercare l'originale, senza snaturarlo né prendere di essere altro, tanto meglio.

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    1. Ma infatti, lo scopo positivo della maggior parte dei remake è proprio quello di avvicinare il pubblico più giovane al cinema del passato. Ti ringrazio per il seguito e ricambio :)

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  13. Questi ultimi 2/3 commenti li ho inseriti perchè vedo che in giro per la rete in vari siti si tende a dire: Ma si dai il film non è tutto da buttare, mah. By ALESSANDRO BEVIVINO

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  14. Questa volta non sono d'accordo. Secondo me questo film supera l'originale, e lo supera nel momento in cui relega la trama a un insieme di deja-vu che, fondamentalmente, tutti si aspettavano. L'idea del regista sembra essere: okay, devo fare un remake e, okay, devo fare il remake di un film horror, quindi dove ci metto del mio? Maccerto, nella regia! Le immagini sono stupende, i giochi di luce da brivido. Sembra davvero che Alvarez abbia voluto prendere per il naso i vari Raimi e compagnia bella dicendogli: sì, vi faccio un remake, ma non è un remake, perché il tuo film fa schifo, è girato da un bambino che vuole solamente il sangue ecc. ecc. Ho visto parecchi horror degli ultimi anni, e nessuno, neanche lontanamente, eguaglia la forma estetica di questo piccolo gioiellino.

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    1. E mi sembra giusto, che almeno in territori più estranei alla nostre visioni abituali ci troviamo in disaccordo :) Apprezzo il tuo intervento e potrei anche riconoscere che in confronto alla media odierna, questa "casa" sia un tantino migliore, ma resto comunque della mia idea. Che vuoi farci? Purtroppo nell'horror sono e resterò un tradizionalista!

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    2. Sai cosa? Ne stavo parlando con un amico, anche lui cinefilo, di questo remake. E mi ha detto che, sì, è bello e, sì, è godibile, ma fondamentalmente è fighettino, arrivando a paragonarlo ad "Antiviral". Sono certo che la mia visione de "La casa" di Raimi sia, in qualche modo, sfalsata da un'estetica patinata che sento più vicina alla mia sensibilità, così come sono abbastanza certo che, fondamentalmente, questo remake sia stato salvato da una produzione coi controtutti: l'effetto, però, si palesa sulla mia ricezione, sì che senta molto meno mio un Raimi che un suo remake post-postmoderno; è come coi cantautori - a sette anni non li ascolti, dopodiché ti accorgi che sono una miniera e impari le canzoni a memoria. Mi serve tempo ;)

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